La moneta… che non esiste

Risposta alla crisi mondiale dell’economia? Uso delle potenzialità del web? Oppure sistema di riciclaggio o anche modo per compiere azioni illecite? Sono diverse le opinioni riguardo alle monete virtuali o cryptomonete.

Il nome che in queste settimane ricorre più spesso sui giornali (soprattutto per l’interesse di eBay nei suoi riguardi) è Bitcoin. Sul sito viene spiegato il funzionamento, ma se vogliamo capire in dettaglio le operazioni che avvengono, ci sono anche altre guide.

In sintesi si utilizza il sistema del peer to peer per il contante elettronico, consentendo lo scambio di denaro online da un utente all’altro senza la mediazione di un’istituzione finanziaria.

Nel dettaglio ogni Bitcoin è rappresentato da un codice alfanumerico di 34 cifre univoco, che appartiene ad un’unica persona e che garantisce l’anonimato delle transazioni, anche se queste  sono pubbliche. I Bitcoin si possono acquistare oppure si ricevono attraverso l’attività di mining.

Se capitiamo in Trentino, si può andare da un barbiere e usare i Bitcoin; in questa mappa gli altri esercizi che, in Italia,  accettano questo tipo di pagamento.

Con una rapida ricerca in internet possiamo facilmente trovare quali possono essere i rischi e i lati oscuri legati alle monete virtuali. I guadagni che sembrano facili sono quasi sempre molto rischiosi e gli acquisti in internet in totale anonimato favoriscono l’illegalità.

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4 pensieri su “La moneta… che non esiste

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